https://museo.sancassianodicontrone.com Museo di San Cassiano di Controne Sat, 22 Mar 2025 12:50:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.3 Il pavimento https://museo.sancassianodicontrone.com/2021/02/05/il-pavimento/ Fri, 05 Feb 2021 07:34:56 +0000 https://limes.cfs.unipi.it/museodisancassiano/?p=1970 Continua a leggere]]>

All’interno della chiesa, pur non del tutto visibile a causa delle panche e della scarsa luce, troviamo un bellissimo pavimento a opus alexandrinum. Gli studi hanno evidenziato come il pavimento della chiesa di San Cassiano costituisca una versione semplificata di questa tipologia decorativa caratterizzata da grandi rotae e dalla figura del quadrato, includente un quadrifoglio inserito in un altro quadrato, divenuti i segni connotativi della linea decorativa convenzionalmente denominata “cosmatesca”. I pavimenti cosmateschi si svilupparono prima nel Lazio, i cui primi esempi risalgono al XII secolo, per poi diffondersi nell’Italia centrale e meridionale.

Il nostro lastricato, attribuito al XII secolo, presenta due piani pavimentali: uno originario, che dalla facciata si estende fino all’altezza delle ultime due colonne e l’altro, rialzato, che dalle ultime due colonne arriva fino al lato estremo dell’abside. Il pavimento è diviso longitudinalmente in tre zone abbastanza ben conservate. Partendo dall’ingresso, dopo due fasce di colore bianco e nero, ci imbattiamo in un quadrato costituito da piccoli quadratini bianchi e rossi disposti a scacchiera. A questo segue un’altra figura costituita dal parziale intersecarsi di nove cerchi con lo stesso raggio che danno origine ad un cerchio centrale e a molteplici losanghe. Altra figura degna di nota è quella davanti al pilastro del pulpito costituita da un quadrato nero che include una grande rota con duplice banda decorata da piccoli elementi triangolari, diversamente orientati. I colori e le diverse forme geometriche, circolari e quadrate, sono gli elementi indispensabili di un linguaggio simbolico che parla all’uomo del Medioevo e di cui noi oggi abbiamo perso il significato.

Bibliografia:

P. Mucci Colò, La chiesa di San Cassiano di Controne nel territorio lucchese, Firenze 2004, pp. 103-110.

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Prato Fiorito https://museo.sancassianodicontrone.com/2020/12/14/prato-fiorito/ Mon, 14 Dec 2020 20:50:09 +0000 http://museo.sancassianodicontrone.com/?p=1252 Continua a leggere]]>

Così il pittore tedesco Georg Christoph Martini nel suo Viaggio in Toscana, era l’anno 1727.

(…) Il 13 luglio, di buon mattino, ci dirigemmo a cavallo, in compagnia del signor Ranieri, verso le rinomate Alpi di Controne a 5 miglia dai Bagni Caldi, e attraversammo un amenissimo terreno montuoso coltivato a boschi di castagno e a vigneto. Cavalcammo sempre in salita, e, quando credevo di esser giunto alla sommità, sempre scoprivo un’altra altura, finché raggiungemmo finalmente l’ultima vetta dirupata che per l’aspro e sterile aspetto si distingueva da tutti gli altri monti. Il sentiero divenne ripidissimo e sassoso ed i nostri cavalli arrancavano con fatica. (…)

Finalmente raggiungemmo verso mezzogiorno la cima dell’alta montagna e mi resi conto con grande stupore che essa, arida, rocciosa e brulla sul versante meridionale, su quello opposto era dalla natura trasformata in un vellutato tappeto di prati, un vero giardino di fiori, chiamato appunto dalla gente del posto il Pratofiorito. Lo hanno distinto in tre parti: la prima, volta un poco a ponente, è chiamata semplicemente il Prato; quella che guarda completamente a tramontana, il Prato-Giardino, perché vi è riunita la maggior quantità di fiori; la terza, volto un poco a levante, il prato de’ Semplici, ovvero Prato delle Erbe, per la quantità di piante rare che vi crescono. Osservai però che nel Giardino ve ne sono quasi altrettante.

Il signor Ranieri mi assicurò di aver trovato qui, in primavera, bellissimi anemoni, ranuncoli, tulipani ed altri fiori rari ricercati per il trapianto nei giardini. Vi cresce anche la Scorza-nera, tanto apprezzata in Italia. Sebbene, data la stagione avanzata, l’epoca della fioritura fosse da tempo finita, vi trovammo egualmente una quantità di bei fiori, come il grande giglio color fuoco, un altro più piccolo, di colore e profumo simile alle tuberose, la viola tricolore detta “Flos Trinitatis”, e molti altri da me sconosciuti. Era frequente anche la pianta della peonia o Potonge ma già sfiorita. (…)

Bibliografia:

G. C. Martini, Viaggio in Toscana (1725-1745), Massa 1969, pp.149-150. 

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Le sculture della Chiesa di San Cassiano di Controne https://museo.sancassianodicontrone.com/2020/10/20/500/ Tue, 20 Oct 2020 10:46:44 +0000 http://museo.sancassianodicontrone.com/?p=500 Continua a leggere]]>

La facciata, in buona parte realizzata in calcare di provenienza locale, presenta una serie di sculture organizzate dentro un sistema di archetti e semicolonne con elementi vegetali, animali, figure antropomorfe e diversi tipi di intrecci.

All’estremità dell’architrave si trovano due figure con tunica lunga e cintura: la prima tiene le braccia alzate, la seconda, abbassate.

Nella lunetta sarebbe rappresentata una scena biblica avente come protagonista Mosè, il personaggio “cornuto” al centro. L’altra interpretazione, meno accreditata, vedrebbe in questo personaggio un orante. 

Bibiografia:

C. Baracchini, La chiesa di San Cassiano di Controne: “reiterate domande”, in Un capolavoro del Medioevo: le sculture della facciata di San Cassiano di Controne, Firenze 2000, pp. 9-15.

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Il restauro del gruppo equestre https://museo.sancassianodicontrone.com/2020/10/09/il-restauro-del-gruppo-equestre/ Fri, 09 Oct 2020 14:41:21 +0000 http://museo.sancassianodicontrone.com/?p=264 Continua a leggere]]>

Recuperato da Peleo Bacci nel 1909, il gruppo ligneo fu sottoposto a restauro nel 1920.

Durante questo restauro l’uso di zeppe, stucco e cera causarono non pochi danni a tale opera, nascondendo completamente la plastica del modellato. Durante lo stesso restauro sono state fatte grosse ricostruzioni in legno di cirmolo: muso del cavallo, un orecchio, fronte, un ricciolo del cavaliere e parti della veste.

 Nel 1995 fu avviato un nuovo restauro, volto a restituire l’opera nella sua interezza di legno-policromia-forma.

La rimozione degli strati aggiunti e il recupero strutturale del modellato hanno permesso di ritrovare l’originale immagine storico-iconografica dell’opera e, pur nella frammentarietà di un tessuto compromesso, permettono una rilettura unitaria dell’insieme.

Bibliografia: 

Il Cavaliere da San Cassiano, catalogo della mostra a cura di G. Rasario (Firenze, 31 marzo – 30 giugno 1995), Firenze 1995, pp. 67-69.

G. Rasario, M. Data Mazzoni, G. L. Canocchi, San Martino a cavallo, in Scultura lignea. Lucca 1200-1425, catalogo della mostra a cura di C. Baracchini (Lucca, 16 dicembre 1995-30 giugno 1996), Firenze 1995, pp.140-141. 

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Il piviere di San Cassiano di Controne nel X secolo https://museo.sancassianodicontrone.com/2020/09/23/news-da-san-cassiano/ Wed, 23 Sep 2020 16:26:56 +0000 http://museo.sancassianodicontrone.com/?p=188 Continua a leggere]]>

La Pieve di San Cassiano di Controne (Santo Stefano dei Bargi) viene menzionata per la prima volta in un documento dell’844. Questa non era la chiesa principale della Controneria che era, invece, quella della Pieve di Santa Giulia, che la quale oggi si trova nell’area cimiteriale della Pieve di Monti di Villa.

La stessa Chiesa di Santo Stefano dipese peraltro dalla Pieve di Santa Giulia finché le funzioni battesimali, come attesta un documento del 913, furono trasferite proprio a Santo Stefano sita in loco et finibus Bargi.

E’ interessante interrogarsi sulla necessità di questo spostamento, la cui causa sembra doversi attribuire all’esigenza di porre la pieve in una posizione sicura e protetta da eventuali assalti e quindi, per tale motivo, “inserirla” all’interno o in prossimità della fortezza, in quanto luogo di resistenza e rifugio. Questa fu una scelta strategica probabilmente dettata dall’esodo di massari e manenti e dal conseguente spopolamento del territorio avvenuto dopo l’invasione degli Ungari, evento che segnò in maniera drammatica l’Italia centro-settentrionale, non risparmiando il territorio della diocesi di Lucca.

Questo spiegherebbe l’uso del termine Bargi, dal latino burgus, burgi, castello.

Prende quindi valore l’ipotesi di Carlo Giambastiani secondo il quale Santo Stefano era in origine la cappella del castello bizantino, poi usato dai longobardi.

Bibliografia:

F. Nicoli, Controne: la Pieve, il Castello, Lucca 2016.

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Curiosità sul cavaliere, la tecnica costruttiva https://museo.sancassianodicontrone.com/2020/09/23/curiosita-sul-cavaliere/ Wed, 23 Sep 2020 16:25:22 +0000 http://museo.sancassianodicontrone.com/?p=186 Continua a leggere]]>

Il gruppo equestre è in tiglio, il miglior legno secondo Vasari “perché ha i pori uguali su ogni lato ed ubbidisce più agevolmente alla lima e allo scalpello“.

L’artista ha realizzato la parte centrale della scultura che comprende cavallo e parte inferiore del mantello, assemblando, secondo un piano verticale, due metà ricavate da uno stesso tronco, mediante colla e cavicchi in legno ancora esistenti. Lo spessore residuo del legno varia fra 2 e 5 cm per il tronco del cavallo e fino a 15 cm per il mantello del cavaliere.  La svuotatura delle parti interne ha consentito all’artista di alleggerire la struttura e di limitare il rischio di fessurazioni dovute alle variazioni di umidità.

Per quanto riguarda il cavaliere esso è costituito da un unico blocco in legno inserito a cuneo, all’interno delle due unità.

Lo scultore ha poi inserito le gambe del cavallo (oggi ne resta solo una) fissandole con cavicchi in legno ed incollandole.

Il gruppo è lungo 190 cm (distanza muso-coda) e alto 174 cm (zampa-testa del cavaliere) e pesa complessivamente 72.6 Kg (21.4 Kg il cavaliere e 51.2 Kg il cavallo).

Bibliografia: 

M. Fioravanti, A. Gambetta, L. Uzielli, Studio tecnologico sul legno, in Il Cavaliere da San Cassiano, catalogo della mostra a cura di G. Rasario (Firenze, 31 marzo – 30 giugno 1995), Firenze 1995, pp. 85-87.

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Il restauro del 2000 https://museo.sancassianodicontrone.com/2020/09/23/il-restauro-del-2000/ Wed, 23 Sep 2020 10:23:35 +0000 http://museo.sancassianodicontrone.com/?p=161 Continua a leggere]]>

Nel 2000 il Lions Club Garfagnana ha investito nel restauro della facciata della Chiesa di San Cassiano di Controne con l’intento di restituirla al suo antico splendore.

La facciata aveva già subito numerosi restauri dovuti, soprattutto, alla comparsa di alghe e licheni a causa della posizione quasi completamente in ombra.

Prima di procedere con il restauro si è provveduto al consolidamento di alcuni frammenti pericolanti che sono stati incollati con iniezioni di resina epossidica fluida a bassa viscosità.

Dopo una pulitura preliminare che ha previsto l’uso di pennelli, spazzole e bisturi e la rimozione di elementi metallici, come chiodi, che avevano lasciato macchie brune in facciata, si è proceduto con la pulitura vera e propria. Questa ha previsto l’eliminazione, oltre che di alghe e licheni, di incrostazioni di varia natura con impacchi, microgetti di acqua o l’uso di microsabbiatrice di precisione.

L’intervento ha previsto anche la rimozione di precedenti stuccature e si è concluso con la stesura di bioacidi e idrorepellenti.

Bibliografia:

Un capolavoro del Medioevo: le sculture della facciata di San Cassiano di Controne, Firenze 2000.

 

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La Chiesa https://museo.sancassianodicontrone.com/2020/09/22/139/ Tue, 22 Sep 2020 14:39:05 +0000 http://museo.sancassianodicontrone.com/?p=139 Continua a leggere]]>

La chiesa di San Cassiano di Controne è ricordata per la prima volta in un documento redatto nel 772.

Questa è la più antica chiesa documentata della Valle della Lima.

Molti storici dell’arte, dal XIX secolo fino ai giorni nostri, hanno studiato la chiesa di San Cassiano senza concordare in modo unanime né sull’epoca di edificazione né sulle maestranze, toscane, lombarde o locali, che vi hanno prestato la loro opera.

La chiesa, che conserva la sua veste romanica, presenta un vasto repertorio di motivi ornamentali scolpiti, una pavimentazione originale a tarsia e sculture in legno colorato risalenti al XIV secolo.

L’edificio fin dal XIX secolo è presente negli elenchi dei monumenti nazionali.

Le sculture della Chiesa di San Cassiano di Controne

Il restauro del 2000

Il pavimento

Bibliografia:

B. Cherubini, I Bagni di Lucca, 1998, pp. 161-162.

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I luoghi del cuore https://museo.sancassianodicontrone.com/2020/06/12/i-luoghi-del-cuore/ Fri, 12 Jun 2020 15:52:16 +0000 http://museo.sancassianodicontrone.com/?p=1

CHIESA E MUSEO DI SAN CASSIANO DI CONTRONE

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